Martedi, 23 aprile 2019

L'unico mensile professionale per rivenditori di giornali

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08 Aprile 2019

LASCIO ALLA MIA SQUADRA

LASCIO ALLA MIA SQUADRA

Questa volta, ci vediamo dopo 5 anni anziché quattro.
Ma era opportuno lasciar decantare una situazione che un anno fa aveva dei contorni ancora troppo incerti per poter ragionare in maniera concreta sul futuro del Sindacato.

Adesso stiamo a bocce ferme.

Siamo nella nuova cornice della Legge sulla Stampa e di altri provvedimenti.
Si sono aperte delle prospettive concrete con l’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, proprio grazie allo Snag.

Insomma, oggi c’è di che discutere!
Come si presenta la nostra situazione adesso, dopo 5 anni dal Congresso di Firenze?

E come vorremmo che si presentasse tra quattro anni, al XIII Congresso?

A queste domande risponderà in maniera specifica a Relazione dei Vicepresidenti Nazionali, che viene subito dopo.

In termini generali, il fatto più rilevante di questi decenni è l’invasione dell’informazione digitale.
Molti di noi si sono scoraggiati, e migliaia di giornalai hanno chiuso per sempre la loro edicola.

È evidente che la crisi dell’informazione su carta avvolge tutto il mondo.

È altrettanto evidente che in molte parti del mondo i conducenti dell’informazione,
cioè gli Editori, hanno investito pesantemente nella ricerca e nella sperimentazione
di nuovi modelli di produzione.

In genere, hanno differenziato:

  • l’informazione sull’istante, quella delle piattaforme digitali che ci rende partecipi dei fatti mentre accadono;
  • l’informazione consuntiva ‘a giornata’, tipica dei grandi telegiornali; e infine
  • l’informazione meditata, discussa e verificata che resta patrimonio della carta stampata.

Trovare l’equilibrio fra queste tre modalità di fare informazione è una sfida enorme.
Però bisogna dire che i nostri Editori non ci hanno nemmeno provato.
Anzi, quando gliene parli, sgusciano via come anguille.

Eppure non c’è altra strada che questa.

Differenziare. Altrimenti si distrugge la rete delle edicole, ma si rischia anche di banalizzare l’informazione e farne un chiacchiericcio tra comari.

E lo Stato non può permettere questo disastro, perché l’informazione completa, onesta e veritiera è un bene collettivo, e tocca a lui vigilare su un diritto sancito dalla Costituzione.

Per carità, non crediate che il digitale produca informazione!

La testata più vista dal 35% della popolazione è Facebook, il Festival dei Somari in cattedra, puro cazzeggio contrabbandato per informazione.

Se un giornale scrive una notizia falsa potete denunciare il giornalista e il Direttore responsabile.

Se un anonimo ‘leone della tastiera’ digita qualunque nefandezza contro di voi, non potete nemmeno sapere chi ringraziare.

E i vari tweeter, instagram eccetera sono dei cinguettii, come dice il nome, delle istantanee, mentre i cellulari sono soltanto dei ripetitori. Dei pappagalli.

Ma noi, abituati ai giornali, sappiamo che l’informazione è tutta un’altra cosa.

Quindi siamo in piena lotta, su tutti i fronti.

Gli Editori ingessati. I Distributori parassiti che rosicchiano come topi il nostro lavoro mettendolo a rischio.
Lo Stato con le sue articolazioni territoriali, che ancora non si è fatto una competenza, pur avendo prodotto nuove normative di settore.

Al Congresso, come sapete, la Presidenza si presenta dimissionaria, affinché la volontà associativa si possa formare all’interno di un libero dibattito.

Quindi sono un ex-Presidente, e voglio rivolgere un Grazie caloroso a tutte le persone che hanno reso efficaci i miei sforzi, che mi hanno aiutato a raggiungere i nostri obiettivi.

La mia Squadra, come si suole dire, è una delle eredità che io lascio ai miei successori.

Parlo di successori al plurale, perché non servono i solisti alla guida del Sindacato.

Al Sindacato Nazionale serve una squadra compatta; e a livello territoriale servono le persone più capaci, affidabili, esperte, appassionate, che possano far valere su ogni piazza la forza intera del Sindacato.

Qui con noi vi sono diverse persone in grado di prendersi la responsabilità dello Snag.

Abbiamo tanti lavori in corso, tante perturbazioni in vista, tanti rapporti da coltivare e da stringere, tanti orizzonti da presidiare.

Voi sceglierete secondo il vostro giudizio.

La squadra dei Vicepresidenti, come ho detto, è una eredità che lascio a vostra disposizione.

E non mancherà mai allo Snag l’apporto della mia esperienza, se verrà richiesto.

L’altra eredità che vi lascio è la stima di cui gode il Sindacato, l’onestà e trasparenza con cui ci siamo sempre mossi, la determinazione nel portare a casa i risultati, la durezza nel non cedere a compromessi.

Vi ricordo che lo Snag è l’unico Sindacato che ha fatto ricorso contro la Federazione degli Editori. È anche l’unico che ha saputo coinvolgere più di 1.500 Comuni nel garantire migliori condizioni di lavoro agli edicolanti.

Sapete che io sono diretto nel dire le cose.

Questa è la mia ultima relazione da Presidente dello Snag.
Infatti, al XII Congresso, non ripresento la mia candidatura.

Il Sindacato ha diritto a un impegno totale da parte del suo Presidente.
Chi mi conosce sa che non ho risparmiato le mie energie; che ho sempre avuto in mente il benessere di ogni edicolante.

Ho difeso i nostri interessi contro il Distributore parassita; contro l’Editore ingessato; contro lo Stato che ha idee confuse sul nostro lavoro.
Solo dieci giorni fa il Governo ha indetto gli Stati Generali dell’Editoria.

Che cosa ci serba il futuro?

Io penso che la partita non sia per niente chiusa.
Abbiamo alcune carte da giocare.

Sarà un campionato appassionante. In palio c’è la sicurezza delle edicole, la serenità di vita di tutti i giornalai e delle loro famiglie.

E quindi lascio il campo con rimpianto.

Ma un uomo saggio sa quando è bene stare e quando è bene andare.
Io lo so. E lo sa la mia famiglia.

Mi sono assunto con passione la responsabilità dello Snag per 40 anni.
Adesso ritengo sia giusto passare la mano.

Con grande rimpianto, ve l’ho detto. Ma senza alcun rimorso.

Grazie a tutti. E buon Congresso!