Venerdi, 22 febbraio 2019

L'unico mensile professionale per rivenditori di giornali

L'unico mensile professionale per rivenditori di giornali
L'unico mensile professionale per rivenditori di giornali

DIFFERENZE NEI RESI O NEGLI ACCREDITI

06 Febbraio 2019

Salve,
leggo spesso che la soluzione consigliata in questi casi, quando non vi è un dialogo risolutivo col proprio Distributore Locale, sia la decurtazione delle somme contestate dal primo estratto conto successivo.
Mi chiedo, però, come questa soluzione possa essere intrapresa da chi nel contratto col proprio Distributore Locale ha il pagamento tramite RID obbligatorio o una clausola nel proprio contratto che porterebbe alla sospensione delle forniture in caso di pagamento, anche solo in minima parte, parziale dell’estratto conto.
Grazie.
N.D. - Cagliari

Gentile lettore,
quando non vi è un dialogo con il Distributore Locale suggeriamo come prima cosa di ristabilirlo poiché, essendo l’unico fornitore monopolista ed esclusivista di zona, l’eventuale interruzione del rapporto comporterebbe inevitabilmente un danno immediato all’edicola.
Nell’ipotesi in cui vi siano delle somme contestate suggeriamo, come prima cosa, di formalizzare per iscritto i motivi di contestazione fornendo anche un principio di prova (ad esempio un elenco delle pubblicazioni non accreditate) e, solo ove non pervenga alcuna risposta da parte del Distributore Locale, quale extrema ratio, consigliamo di trattenere gli importi contestati che l’edicolante é certo di poter dimostrare che non sono dovuti.
Chiaramente, se la modalità di pagamento dell’estratto conto è il RID, allora solo la prima parte di contestazione formale potrà essere applicata mentre, se vi è una clausola contrattuale che prevede la sospensione della fornitura a fronte del parziale pagamento (anche solo in minima parte) dell’estratto conto, la predetta clausola è evidentemente illegittima e, nell’ipotesi di sospensione della fornitura, potrà essere impugnata avanti all’Autorità giurisdizionale competente.