Martedi, 23 aprile 2019

L'unico mensile professionale per rivenditori di giornali

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IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO DECIDE DI INSERIRE NEL NUOVO TESTO UNICO DEL COMMERCIO LA DISCIPLINA SULLA VENDITA DI QUOTIDIANI E PERIODICI

Azienda Edicola 06 Febbraio 2019

Il 15 gennaio si è tenuta un’Audizione presso l’XI Commissione del Consiglio Regionale del Lazio nella quale è intervenuto lo SNAG, rappresentato dal Vicepresidente Andrea Innocenti, dal nuovo Presidente Provinciale Renato Panzera e dall’Avv. Dario De Vitofranceschi.

Il Consiglio Regionale sta infatti valutando di inserire nel progetto di Legge relativo al Testo Unico del Commercio anche la disciplina in materia di vendita di quotidiani e periodici.

Il Vicepresidente Innocenti ha chiarito la posizione dello SNAG che ritiene che le edicole hanno bisogno di una disciplina regionale di tutela, che si allinei alla normativa nazionale, e che garantisca il rispetto delle regole e tuteli le edicole dagli abusi di posizione dominante dei Distributori e offra forme di sostegno e possibilità di sviluppo alla rete di vendita che si trova in grave difficoltà.

La parola chiave è quindi la “rapidità”, “non importa che questa normativa sia inserita nel TUC o in una Legge dedicata alla stampa, - ha detto Innocenti - basta che vi sia una normativa in tempi brevi, perché le edicole sono in sofferenza ed hanno bisogno di norme di sostegno, chiare ed efficaci.”

L’Avv. De Vitofranceschi ha quindi illustrato quelli che sono i livelli di intervento che possono essere così riassunti:

  1. applicazione della normativa vigente, rispetto delle regole e contrasto agli abusi di posizione dominante da parte delle Imprese di distribuzione locale;
  2. misure volte a diversificare le attività che possono essere svolte in edicola, semplificando e uniformando le procedure da seguire;
  3. misure volte a limitare i costi di esercizio e a determinare lo sviluppo tecnologico e l’ammodernamento dei punti vendita;
  4. misure per tutelare la qualità della rete di vendita dedicata alla stampa e l’effettiva diffusione al pubblico di tutte le testate oggetto della parità di trattamento;
  5. misure per avvicinare la popolazione alle edicole, sostenendo la propensione alla lettura.

La Commissione ha prestato estrema attenzione verso le istanze formulate dallo SNAG tanto da deliberare di posticipare il termine di proposizione degli emendamenti da presentare che originariamente era fissato per il 28 gennaio 2019.

Lo SNAG si augura che quanto riferito in Commissione possa trovare accoglimento nel testo degli emendamenti e, soprattutto, che la normativa regionale possa realizzare alcuni degli obbiettivi vitali per la categoria o quantomeno costituire una cornice adeguata a consentirne in tempi brevi la realizzazione.

Si precisa che sono in fase di elaborazione proposte da parte sia del Consigliere Marta Leonori (PD) che del Consigliere Roberta Lombardi (M5Stelle).

A margine dell’incontro il Vicepresidente Innocenti ha dichiarato: “lo SNAG è certamente soddisfatto per l’attenzione che tutta la Commissione ha mostrato verso i problemi della categoria, problemi che sono tanti e talvolta poco conosciuti dalla politica. Spero di aver carpito l’attenzione dei consiglieri sui nostri problemi perché tutti i giorni le edicole chiudono nell’indifferenza di tutti con grave danno per le famiglie che vivono grazie a quelle edicole e dei cittadini che trovano i giornali grazie a quelle edicole. Mi auguro che dalle parole si passi ai fatti, con misure concrete a sostegno delle edicole. I tempi sono brevissimi ma sono fiducioso. Noi cercheremo - come abbiamo fatto a livello nazionale - di dare il nostro contributo per arrivare ad una Legge in tempi brevissimi.”

Il Vicepresidente Innocenti ha poi aggiunto “trovo veramente scandaloso che, davanti a questo quadro desolante nella diffusione dei giornali, l’unica raccomandazione da parte della Federazione Italiana Editori Giornali - che era presente in Commissione - sia stata quella di ribadire l’assoluta liberalizzazione dei punti vendita. Ancora una volta la FIEG ha mostrato il suo disinteresse per la categoria, per coloro che con fatica ed impegno cercano di vendere quotidiani e periodici con prezzi di copertina talvolta ridicoli e con margini di redditività di pochi centesimi. L’unico obbiettivo della FIEG pare quello di dare i giornali a chiunque senza preoccuparsi delle edicole, lasciando mano libera a Distributori Locali, e questo non è corretto, né sotto un profilo etico né sotto un profilo commerciale.”

Meritano infine considerazione le parole del Consigliere Leonori in un’intervista al sito Key4biz.it sul futuro delle edicole. Secondo Marta Leonori bisogna “Farle diventare centri polifunzionali di servizi, a partire da quelli digitali, promuovendo l’integrazione di servizi pubblici e privati tesi a completare l’offerta alla clientela e a sostenere l’innovazione. Il mio obiettivo è evitare la chiusura delle edicole, fenomeno frequente, ma anche scongiurare il rischio che diventino dei bazar con la vendita di souvenir e alimenti: gli edicolanti nei centri città avanzano questa richiesta per aumentare i profitti, perché si vendono meno giornali. Non potrei mai vedere di buon occhio ora le edicole-camion bar senza ruote. Vanno invece supportate, aiutandole economicamente a diventare edicole 4.0 per offrire ai cittadini servizi digitali sempre più richiesti. Perché se dovessero davvero diventare altro, non sarebbero più da tutelare, ma andrebbero considerate con una nuova identità, non più come presidio culturale.”

È ovvio che nessuno vuole far diventare le edicole dei “camion bar senza ruote”, ma bisogna consentire loro di vendere anche altro per tenere le loro microimprese familiari in equilibrio. Perché, se la crisi della stampa non consente alle edicole di vivere vendendo solo giornali, bisogna consentire alle edicole di sopravvivere vendendo anche altro, con grande beneficio per i cittadini, che vedranno intatta la loro possibilità di accedere alla stampa su tutto il territorio nazionale. Perché quando chiude un’edicola, chiude un’impresa che genera fatturato e, soprattutto, si chiude una porta di accesso all’informazione per i cittadini.

E per concludere, consentiteci una provocazione: “perché quando si danno i giornali a un BAR nessuno si preoccupa di aver creato un’edicola con i caffè?”