Martedi, 23 aprile 2019

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TOSCANA: NEL NUOVO CODICE DEL COMMERCIO ACCOLTE SOLO IN PARTE LE RECENTI DISPOSIZIONI

Azienda Edicola 25 Gennaio 2019

Nonostante l’impegno dello SNAG Toscana con le osservazioni presentate in Commissione la Regione ha solo, in parte, introdotto nel suo Codice del Commercio quanto stabilito dalla Legge sul riordino della stampa.

È stato approvato lo scorso 7 novembre dal Consiglio Regionale il nuovo Codice del Commercio della Regione Toscana. Un documento approvato con i voti del Partito Democratico e Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista. Si sono astenuti, invece, i Partiti (Lega, Movimento 5 stelle, Fratelli D’Italia, Forza Italia, Si Toscana a sinistra) che avevano recepito le osservazioni dello SNAG Toscana, unico Sindacato presente alla consultazione del 10 luglio scorso - presso la 2a Commissione permanente del Consiglio Regionale - con il suo Presidente Andrea Innocenti e l’avvocato Irene Romoli del pool di legali dello SNAG Nazionale. In quell'occasione Innocenti aveva presentato un ampio documento in cui ricordava ai consiglieri regionali presenti in Commissione come l’art. 64 bis del D.L. n. 50/2017 (convertito in L. n. 96/2017) sul riordino del sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica, avesse introdotto alcune modifiche nel settore in tema di autorizzazione alla vendita, alla parità di trattamento tra testate, etc.

“Per quanto riguarda la vendita della stampa quotidiana e periodica – commenta il Vicepresidente Nazionale e Presidente di SNAG Toscana Andrea Innocenti – sono state recepite nel nuovo Codice del Commercio della Regione Toscana solo in parte le più recenti disposizioni nazionali di Legge, in quanto è stata ritenuta prevalente l’esigenza di garantire l’assetto concorrenziale nel settore e di eliminare limitazioni all’accesso. Sono stati, perciò semplificati i procedimenti amministrativi ed eliminati i precedenti criteri di programmazione legati a valutazioni di tipo economico e disapplicate alcune disposizioni nazionali - continua Innocenti - mantenendo alcune delle scelte già vigenti riguardo all’individuazione dei punti vendita non esclusivi che rimangono: i bar (inclusi quelli nelle stazioni di servizio e in quelle ferroviarie, aeroportuali e marittime ed esclusi ristoranti, rosticcerie e trattorie), le medie strutture senza il limite minimo di superficie di vendita di 700 mq. e i negozi di libri senza il limite minimo di superficie di vendita di 120 mq. I punti vendita non esclusivi possono - conclude il Presidente dello SNAG Toscana - per quanto previsto dal nuovo Codice di Commercio regionale continuare a vendere solo quotidiani, solo periodici o entrambi. Infine i Comuni possono individuare zone del loro territorio dove autorizzare l’apertura di nuovi punti vendita purché sottoposta al rispetto dei criteri e parametri qualitativi da definire in sede di Conferenza unificata”.

“Sembra invece positivo il richiamo espresso all’art. 5 del Decreto n. 170/2001 contenuto nell’art. 30 del Codice di Commercio (esercizio dell’attività)”. Quindi, anche in Toscana, l’attività di diffusione della stampa dovrà conformarsi alle nuove disposizioni sulle imprese di distribuzione territoriali in materia e contenute nell’art. 5 per le quali “le imprese di distribuzione territoriale dei prodotti editoriali garantiscono a tutti i rivenditori l’accesso alle forniture a parità di condizioni economiche e commerciali; la fornitura non può essere condizionata a servizi, costi o prestazioni aggiuntive a carico del rivenditore” (art. 5 lettera d-sexies) e “le imprese di distribuzione territoriale assicurano ai punti vendita forniture di quotidiani e di periodici adeguate, per tipologia e per quantitativi, a soddisfare le esigenze dell’utenza del territorio; le pubblicazioni fornite in eccesso rispetto alle esigenze dell’utenza del territorio o quelle che non sono oggetto della parità di trattamento possono essere rifiutate ovvero restituite anticipatamente dagli edicolanti senza alcuna limitazione temporale” (art. 5 lettera d-septies).

Altrettanto importante è il combinato disposto del citato art. 30, comma 3 (che come detto richiama in maniera espressa e nella sua interezza l’art. 5 del D. Lgs. 170/2001) con l’art. 113, comma 3 (dedicato specificatamente alle sanzioni nella diffusione della stampa) che dispone che “È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500,00 a euro 3.000,00 chiunque violi: … b) le disposizioni in materia di vendita della stampa quotidiana e periodica di cui agli articoli da 29 a 31”.

Insomma il Codice del Commercio sembra rafforzare il rispetto delle regole con un meccanismo sanzionatorio specifico e chiaro.

Meritevole di menzione è anche il comma 6 dell’art. 30 per il quale i punti vendita assicurano la parità di trattamento nella vendita delle pubblicazioni ai sensi, rispettivamente, dell’articolo 8, comma 1, della Legge 26 ottobre 2016, n. 198.

Anche in questo caso la disciplina regionale si adegua a quella nazionale e permette l’applicazione delle sanzioni.