Martedi, 21 agosto 2018

L'unico mensile professionale per rivenditori di giornali

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ROMA: IMPOSIZIONE METODO DI PAGAMENTO PER GLI ESTRATTI CONTO

Azienda Edicola 25 Giugno 2018

Dal mese di giugno, la Società incaricata della distribuzione del quotidiano Il Messaggero sulla piazza di Roma “Servizi Italia 15 s.r.l.” ha arbitrariamente imposto, agli edicolanti, quale esclusiva modalità di pagamento dell’ estratto conto periodico, il SEPA SSD.

Questa imposizione ha provocato lo scontento di molti edicolanti sulla piazza della Capitale: tale modalità infatti scarica sulle spalle degli edicolanti costi e oneri aggiuntivi (a fronte di estratti conto di importo contenuto) e soprattutto non tiene minimamente conto della storia pregressa dell’edicola. Anche gli edicolanti più virtuosi, che sono stati sempre in regola con i pagamenti, sono stati infatti assoggettati a queste modalità.

Un obbligo che rappresenta un comportamento in violazione dell’art. 14 dell’Accordo Nazionale, in cui é stabilito che le modalità e i termini di pagamento devono essere pattuiti con i punti vendita.
In verità pare che Il Messaggero (o meglio la sua mandataria Servizi Italia 15 s.r.l.) avesse raggiunto un accordo con alcune sigle sindacali su queste nuove (e gravose) modalità di pagamento ma lo SNAG Provinciale di Roma si è sempre opposto ad un accordo modificativo (e peggiorativo) delle condizioni di pagamento in uso su piazza da anni (assegno bancario o assegno circolare) interpretando peraltro il diffuso malcontento sulla piazza e cercando di tutelare tutti quegli edicolanti che non volevano modificare le modalità di pagamento esistenti.
Nonostante ciò la Servizi Italia 15 s.r.l. ha usato la mano pesante e ha SOSPESO alcune edicole che si erano offerte di pagare a mezzo di assegno (persino un associato SNAG che dopo aver offerto il pagamento con assegno bancario o circolare e anche in contanti è stato sospeso nonostante avesse provveduto al bonifico proprio al fine di evitare la sospensione. Sospensione che, invece, è arrivata il giorno successivo ed è ancora in attesa di ricevere quantomeno le scuse dal quotidiano di via del Tritone).

In breve siamo alle solite: cioè un soggetto che si trova in una posizione di dominanza (essendo l’unico Distributore su piazza di un dato quotidiano) che non esita ad abusare della propria posizione per imporre le modalità contrattuali di suo gradimento (anche in mancanza di un effettivo accordo tra le Parti).
E infatti la Servizi Italia 15 s.r.l. avrebbe ben potuto applicare le nuove modalità agli iscritti a quelle sigle che hanno sottoscritto l’accordo, ma avrebbe dovuto continuare ad applicare le vecchie condizioni agli iscritti SNAG e a tutte le edicole non iscritte ad alcun sindacato.
Per i motivi di cui sopra lo SNAG Nazionale è prontamente intervenuto perché nessuna modifica è stata firmata, rispetto alle precedenti modalità che prevedevano per la fornitura del quotidiano Il Messaggero estratti conto da regolare in contanti o con assegno bancario o circolare.
Ancora più grave il fatto che il Distributore Servizi Italia 15 s.r.l. ha minacciato di sospendere definitivamente le consegne quotidiane deI Messaggero ai rivenditori che non avessero supinamente aderito alle nuove modalità di pagamento.
Un’ imposizione che viola l’interesse del pubblico dei lettori e la diffusione corretta del quotidiano ai lettori romani, ma va anche a penalizzare la regolare attività di vendita degli edicolanti.

“Una sorpresa che i rivenditori di giornali romani si sono trovati nella prima settimana di giugno - spiega il Presidente dello SNAG Provinciale di Roma, Lino Maesano“. Fermo restando che uno sia libero di accettare questa metodologia, ma volontariamente e non come imposta, chi non ha aderito in alcuni casi è stato immediatamente sospeso dalla fornitura di copie de Il Messaggero. Come SNAG stiamo cercando di far ritornare il regolamento degli estratti conto alla modalità precedentemente in vigore anche perché con i circolari non avevamo costi, mentre con il SEPA SSD ci sono colleghi che dovrebbero pagare 3,50 euro di commissione alla banca su ogni operazione effettuata”.

Sulla questione lo SNAG Nazionale ha scritto sia alla Servizi Italia 15 s.r.l. che alla direzione generale de Il Messaggero richiamando una sentenza della Corte di Cassazione in cui in merito alle obbligazioni pecuniarie si stabilisce che il debitore abbia la facoltà di pagare, a sua scelta, in moneta avente corso legale nello Stato o con assegno circolare o bancario e che il creditore non può rifiutare il pagamento essendo all’uopo necessario che il rifiuto sia sorretto anche da un giustificato motivo che il creditore deve allegare e all’occorrenza anche provare (fra le altre Cass. civ. Sez. Unite n. 26617/2007 e n. 13658/2010).
Un comportamento illegittimo quello adottato per la distribuzione de Il Messaggero per il quale si è richiesto un intervento immediato da parte della Società editrice del quotidiano romano nei confronti della Servizi Italia 15 s.r.l. affinchè si ristabiliscano le corrette modalità di pagamento.

Lo SNAG nel frattempo ha invitato i propri associati a saldare regolarmente tramite bonifico bancario l’estratto conto di propria competenza, ma solamente al fine di evitare la sospensione delle forniture de Il Messaggero, e non per accettazione di questa nuova metodologia imposta, e si è detto pronto ad adottare ogni misura per tutelarli per i danni subiti.
Esistono varie tipologie di azioni legali che potrebbero essere esperite nei confronti del Distributore e anche dell’Editore mandante (dalla segnalazione all’Antitrust, all’azione nei confronti delle sezioni specializzate del Tribunale per abuso di posizione dominante, ad una azione risarcitoria per gli edicolanti sospesi arbitrariamente e anche il ricorso all’art. 693 c.p. per il rifiuto di moneta avente corso legale) ma auspicio che l’Editore possa intervenire per richiamare il proprio mandatario al rispetto degli accordi di categoria e della legge, anche per tutelare la diffusione del proprio quotidiano e per garantire buoni rapporti con la rete di vendita nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede.

Avv. Dario De Vitofranceschi